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sabato 10 maggio 2014

Progetto di educazione alimentare

"Capire le etichette"

Il nostro progetto di educazione ambientale è sfociato nell'educazione alimentare, che nel contesto della programmazione è stata un veicolo per altre discipline : chimica, biologia, matematica ..
L'informazione è di grande importanza per il consumo dei cibi. Spesso si presta un'attenzione frettolosa verso ciò che vogliamo comprare, attratti più dal messaggio pubblicitario o dalle confezioni  accattivanti che dalla qualità del prodotto.  
Il percorso che abbiamo intrapreso è stato un viaggio nel mondo delle etichette , per imparare da un'attenta lettura di esse  come ci si può orientare correttamente verso le proprie scelte. Prestare attenzione alle etichette e saperle leggerle correttamente permette di confrontare i prodotti e scegliere quelli migliori o più sicuri e adatti alle nostre esigenze. 
Le informazioni raccolte le abbiamo inserite in un sito, lo abbiamo presentato venerdi 9 maggio nel corso di un incontro : "Parliamo di salute "proposto dall'associazione "Valli di mezzo" che opera nel  nostro territorio.



Gli alunni della classe IIA TP di Vignole Borbera

giovedì 17 marzo 2011

Il palazzo di Cuccagna

autore : Margherita M. IIB


Una volta, a Varazze, costruirono un palazzo, non come tutti gli altri, ma speciale, in cui vennero racchiusi tutti i segreti della cucina italiana.
Si diceva che, ad ogni piano, fosse stata dedicata una portata di un classico pasto all’italiana.
Una volta costruito, venne aperto esclusivamente ai bambini della città i quali corsero a fiotti con un po’ di timore, aprirono tutti insieme la morbida porta di riso soffiato e poi, affannosamente, spintonando e scivolando, salirono su per la scala di spaghetti al sugo e già questo, era un indizio!
Dopo pochi secondi, si ritrovarono, infatti, nella sala dedicata ai primi: era una stanza enorme arredata proprio con gusto!
Le poltrone erano di lasagne succulente e, nel bel mezzo della sala, troneggiava un enorme pianoforte, grosso e grasso come un timballo di maccheroni: i suoi tasti erano formati da penne in bianco e da scaglie di tartufo nero; vasi di ravioli e fiori di gnocchi al pesto completavano il quadretto suggestivo.
Non essendo ancora sazi, i bambini corsero con le manine e le faccine paffute, appiccicaticce e sporche di un mix di pietanze verso le scale di acciughe sotto sale, ma per errore del “cuoco” al posto del sale erano ricoperte di pepe che li fece piangere e starnutire per tutta la scala.
Una volta arrivati, grondanti di sudore e tutti rossi, si ritrovarono su di un tappeto piuttosto “farinoso” di carne impanata , collocato vicino a una doccia di melograno che sparava tutti i suoi semini rossi ininterrottamente.